L’obesità rappresenta una delle principali emergenze sanitarie del nostro tempo ed è oggi riconosciuta come malattia cronica, multifattoriale, progressiva e recidivante, associata a un aumento significativo di morbilità, mortalità e costi sanitari e sociali. In Italia, l’approvazione della prima legge nazionale che riconosce l’obesità come malattia segna un passaggio storico e impone una revisione profonda dei modelli assistenziali, orientandoli verso la presa in carico strutturata, continuativa e integrata della persona con obesità.
Negli ultimi anni, l’introduzione di nuove opzioni terapeutiche farmacologiche, in particolare dei farmaci incretino-mimetici (agonisti del recettore GLP-1 e co-agonisti GLP-1/GIP), ha determinato un cambiamento rilevante nello scenario della cura dell’obesità, consentendo riduzioni ponderali clinicamente significative e benefici cardiometabolici documentati. Tuttavia, le evidenze scientifiche più recenti dimostrano come la sola terapia farmacologica non sia sufficiente a garantire risultati duraturi, né a prevenire fenomeni quali la perdita di massa muscolare, le carenze nutrizionali o il recupero ponderale alla sospensione del trattamento.
L’obesità resta infatti una condizione complessa, in cui fattori biologici, comportamentali, nutrizionali, psicologici e ambientali interagiscono in modo dinamico. In questo contesto, emerge con forza la necessità di un approccio terapeutico integrato, che affianchi agli strumenti farmacologici interventi strutturati sullo stile di vita, sull’alimentazione e sull’attività fisica, nonché, nei casi selezionati, la valutazione dell’opzione chirurgica bariatrica.
Le evidenze dimostrano che interventi nutrizionali personalizzati e programmi di esercizio fisico strutturato sono fondamentali per preservare la massa magra, ridurre gli effetti collaterali gastrointestinali dei farmaci incretinici, migliorare l’aderenza terapeutica, prevenire il recupero del peso nel lungo periodo e favorire una reale e stabile modifica dei comportamenti di salute.
Parallelamente, il rischio di una medicalizzazione semplificata dell’obesità – in cui il farmaco viene percepito come soluzione alternativa e sostitutiva dello stile di vita – rende indispensabile una formazione aggiornata dei professionisti sanitari, capace di fornire strumenti clinici e comunicativi per guidare il paziente lungo un percorso consapevole e scientificamente validato.
In tale scenario, il Medico di Medicina Generale riveste un ruolo strategico: è il primo interlocutore del paziente, il professionista deputato all’identificazione precoce della patologia, all’inquadramento clinico, alla gestione delle comorbilità e al coordinamento del percorso di cura in rete con gli specialisti.
La presente FAD, “Presente e futuro dei trattamenti per la cura dell’obesità”, nasce quindi con l’obiettivo di offrire un aggiornamento scientifico completo e multidisciplinare sulle strategie terapeutiche attualmente disponibili e in fase di sviluppo — comportamentali, nutrizionali, farmacologiche e chirurgiche — integrandole con le più recenti evidenze scientifiche e con il nuovo quadro normativo italiano.
Attraverso il contributo sinergico di Medici di Medicina Generale e di Specialisti di riferimento nel campo della nutrizione clinica e dell’obesità, il corso intende promuovere un modello di cura integrato e centrato sulla persona, capace di tradurre l’innovazione terapeutica in reali benefici di salute e qualità di vita per i pazienti con obesità.